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giovedì 3 marzo 2011

in stage

va bene adattarsi ed essere disponibili, ma e' importante conoscere i limiti e saper dire di NO!
spendere di tasca propria, rinunciare agli straordinari, portarsi il lavoro a casa perche' "siamo al servizio del cliente" non funziona. e NON SI PUO' PRETENDERLO DAGLI ALTRI!!!
voglio ringraziare qui la MIA tutor, che mi ha permesso di aprire molte finestre nella testa. il tirocinio puo' essere un'esperienza bellissima quando vissuta in modo attivo.


mercoledì 2 marzo 2011

donne e cambiamento

ricevo da elisa; mi sembra molto interessante:
".. poca attenzone si è prestata alle società .. nel cambiamento determinanti le donne .. in iran per esempio, velate ma possono uscire di casa

(nb: nel 2008 facevamo caso a questi segnali?)"

possiamo imparare qualcosa; se ho contribuito ad una crescita di consapevolezza sono molto contenta

sabato 29 gennaio 2011

esistono altre donne. e altri uomini

donne e uomini che camminano sulle proprie gambe e non si fanno strada approfittando della debolezza degli altri. che danno e pretendono rispetto. che lavorano con serenita' per lasciare ai figli e alle figlie un mondo un po' migliore di come lo hanno trovato. non diro' altro sulla miseria di queste vicende; non meritano.

http://www.unita.it/donne/dove-siete-donne-diciamo-ora-basta-firma-br-oltre-37mila-firme-perina-costa-dante-forte-1.266963

http://www.unita.it/firmedonne/

mercoledì 24 novembre 2010

giornata del rispetto

“Chi prova pietà per la donna, la disprezza.
Chi le attribuisce la colpa dei mali della società, la opprime.
Chi crede che la bontà di lei dipenda solo dalla propria bontà e che la sua malvagità dipenda solo dalla propria, è uno spudorato.
Ma colui che accetta la donna come Dio l’ha fatta, le rende giustizia”.
Kahlil Gibran

Le sorelle Minerva, Patria e Maria Teresa Mirabal, della Repubblica Dominicana erano tutte e tre impegnate nella lotta contro la dittatura di Rafael Trujillo, protetto dal governo USA.
Il 25 novembre 1960 Minerva e Maria Teresa si misero in viaggio per andare a visitare i loro mariti in prigione, in compagnia della sorella Patria. Vennero intercettate in un posto solitario della strada da agenti del Servizio di Intelligence Militare, per ordine del despota. Furono oggetto delle più crudeli torture e poi gettate in un precipizio nel loro veicolo, nel tentativo di simulare un incidente.
L’indignazione che il loro assassinio sollevò in tutto il mondo fece allontanare gli Usa da Trujllo che, dopo pochi mesi venne assassinato.
Passarono alla storia con il nome di battaglia: Mariposas, farfalle. Alla loro vicenda si ispira il libro "Il tempo delle farfalle" scritto da Julia Alvarez (Editore Giunti).

L’Assemblea Generale dell’ONU con la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999 fece di questa data la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne invitando i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG ad organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica.

questo il mio piccolo contributo: il rispetto degli altri passa dal rispetto per se stesse. buona giornata

domenica 6 giugno 2010

gli ostacoli sono di natura mentale

elisa mi scive:

"Quando ero piccola tifavo per l'Inter. Helenio Herrera era un nome molto evocato in famiglia, il papà spesso lo nominava il "mago" ; ma di lui non conoscevo la biografia.

un grande allenatore da cui dovrei prendere esempio ...«Parlons peu, parlons bien» e che ogni mattina faceva gli esercizi di joga "
 

questa frase descrive perfettamente la situazione in cui mi trovo ora... con me nella parte dell'idiota : «La maggior parte degli ostacoli sono di natura mentale. Se hai paura di fare una cosa, pensa che sicuramente un idiota la farà al posto tuo».

lunedì 3 maggio 2010

veneto presente e futuro

a seguito dell'interesse creato dallo spettacolo di paolini, elisa mi segnala questo approfondimento:


vogliamo immaginare il veneto per adesso e per i prossimi mesi e anni: “città di sempre” in crisi di smog, di sviluppo commerciale e di vivibilità urbana e voglia di “nuove città” (e i centri commerciali che finora abbiamo conosciuto non erano che una prova labile di quel che potrà accadere…). c’è la necessità di stabilire quali sono “i paletti” da rispettare per i nuovi sviluppi, e quali invece quelli che possiamo oltrepassare per risolvere il degrado urbano di questi anni. Per capire come valorizzare di più (e non solo conservare e difendere, spesso con scarsi risultati) il territorio veneto, con le sue bellezze artistiche e ambientali (che, nonostante tutto, ancora in parte sopravvivono).
questo tema e' strettamente intrecciato a quello dello sviluppo economico. L’analisi dei bilanci delle aziende mostra segnali di estrema difficoltà in tutti i comparti, dal marmo di Verona alle concerie di Vicenza, dal mobile d’arte di Bassano al legno-arredo confinante con il Friuli-Venezia Giulia. Sembra proprio la fine di un’epoca: il mitico modello Nordest ha esaurito il suo ciclo.
Dal territorio, dove esiste una straordinaria ricchezza di competenze, bisogna partire, mettendo in campo politiche che favoriscano l’attività d’impresa: infrastrutture, efficienza energetica, logistica, formazione. Ma dal territorio è necessario uscire, intessendo rapporti a livello nazionale e internazionale, coinvolgendo le università, offrendo persino al piccolo artigiano la possibilità di operare sullo scacchiere planetario. Un Veneto aperto al mondo ma che non trascuri la propria valorizzazione, in tutti i campi.

martedì 20 aprile 2010

la cultura ci fa ricchi

BISOGNA
(la pellagra via sms)

di Marco Paolini

Giovedì 22 aprile 2010 - ore 20.30
Montebelluna (TV) - Palazzetto dello sport "Mazzalovo" (Via Gianfrancesco Malipiero, 125/a)

Qual è la pellagra dei nostri tempi? Il cemento... Mentre la pellagra, quella vera, sta ricomparendo in molti stati africani. viaggio nel veneto di e con paolini (e i suoi poeti di riferimento), uno tra i testimoni piu' attenti e costanti della nostra realta'.
 


giovedì 1 aprile 2010

krav maga kid's 3

ho chiesto l'opinione di un amico istruttore di karate ed esperto anche di krav maga. mi dice:

"io a mio/a figlio/a non lo farei fare!!
Il Krav è troppo diretto... violento....difficile da capire ( non da praticare ) per un adulto figuriamoci per un adolescente...

sinceramente punterei su un arte marziale (non solo il Karate) dove oltre alla preparazione fisica c'è una preparazione mentale che impone il controllo dell'aggressività al praticante (cosa che non insegna il Krav)."

lunedì 29 marzo 2010

krav maga kid's 2

dopo un botta e risposta infruttuoso tra mamme e maestro (vedi post del 23/03) aspetto gli sviluppi di questo dibattito sulle iniziative utili a contrastare la maleducazione (prima ancora del bullismo) tra i ragazzi/e.
questo il mio contributo:
il maestro sinigaglia parla di strumenti da usare in casi estremi, solo in caso di pericolo, ma il discernimento per riconoscere il pericolo viene da anni di pratica per una persona adulta, mi riesce difficile pensarlo in un bambino. parla anche di approccio ludico, ma a mio parere con un approccio ludico si puo' insegnare la tecnica, ma non a difendersi. quando ti difendi non stai giocando, stai proteggendo la tua incolumita' fisica o psicologica, rischi la tua integrita'. bisogna esserne consapevoli e decidere se e' questo che si vuole insegnare ai propri figli.
mi sembra un'occasione persa: peccato perche' le arti marziali (ma il krav maga non ne fa parte) possono davvero aiutare le persone di ogni eta' a crescere con equilibrio e nel rispetto di se e degli altri.

alle mamme invece io mi sento di suggerire un approccio il piu' obiettivo possibile. nella nostra cultura il confronto fisico e' un disvalore. io penso invece che per "andare oltre calci e pugni" sia utile passarci.
intendo dire che il confronto fisico, se non e' un fine ma un mezzo per conoscersi e conoscere l'altro, ha un valore molto alto; freud diceva che il primo psichico e' corporeo, intendendo con questo il fatto che i nostri pensieri nascono sempre da un'esperienza di percezione.
imparare la giusta distanza, il giusto tempo, l'alternanza di calma e azione e' una crescita di consapevolezza che coinvolge non solo il corpo ma anche la mente ed i sentimenti.
affrontare la paura dell'avversario da' strumenti per gestire l'ansia anche fuori da quel contesto, nella vita di tutti i giorni, insegna ad affrontare la vita con coraggio, a pensare che gli altri ci stanno insegnando qualcosa proprio nel momento in cui ci mettono in difficolta'.
l'aggressivita' e' umana: imparare a gestirla sul tatami puo' aiutare a controllarla anche fuori.
non e' mica facile eh?

chissa' che da questa storia nasca qualcosa di buono...

buon lavoro,Donne! con affetto

sabato 27 marzo 2010

elisa salerno‏

ricevo da una cara amica, elisa, questa segnalazione che volentieri pubblico con la promessa di approfondire:

di Elisa Salerno da un pò sentivo parlare, ma oggi ho avuto la possibilità di approfondire con un collega che è anche uno storico, la grandezza e l'energia di questa donna cattolica vicentina (nata a fine del 1800) che è riuscita a dare visibilità e si è fatta paladina di un problema molto percepito (già) all'epoca, quello della donna ed il lavoro. E' di una tale attualità, che se non la conosci ti invio al sito:


ps: centro presenza donne promosso dalle suore orsoline, ha il merito a vicenza di aver riunito le associazioni femminili anche laiche per la promozione e formazione dlele donne

martedì 23 marzo 2010

difesa personale contro il bullismo

Una cara amica, Elisa, mi segnala chiedendomi consiglio:

CORSO DI DIFESA PERSONALE: RAGAZZI A LEZIONE CONTRO IL BULLISMO

Difendersi dal bullismo; ma cosa è il bullismo? Chi è il bullo? E quali sono le regole civili per potersi difendere? Il progetto del corso promosso dagli Assessorati alla Cultura e Sport del Comune di Creazzo (Vi) ed ideato dal Maestro Renato Sinigaglia dell’Associazione KRAV MAGA è quello di aiutare i ragazzi/e in età comprese fra gli 11 ed i 18 anni a riconoscere i pericoli, i soggetti pericolosi, i comportamenti aggressivi ed imparare a gestire a proprio favore le situazioni che si presentano. Le lezioni del corso inizieranno nel mese di Marzo 2010, dureranno 3 mesi e si terranno presso la Palestra delle scuole medie …”
La notizia mi lascia perplessa; e’ la prima volta che sento parlare di difesa personale sotto i 15 anni. Mi chiedo:
1) come definiamo esattamente il bullismo?
2) in cosa consiste precisamente questa proposta?
3) e’ utile l’approccio formulato?
4) in tutte le attivita’ la serieta’ e la preparazione dell’insegnante fanno la differenza: chi e’ il maestro sinigaglia?

1) per rispondere al primo quesito tento una prima ricerca veloce in rete: http://it.wikipedia.org/wiki/Bullismo
Questa la risposta che trovo: “Con bullismo si indica generalmente nella letteratura psicologica internazionale «il fenomeno delle prepotenze perpetrate da bambini e ragazzi nei confronti dei loro coetanei soprattutto in ambito scolastico. In particolare con il termine bullismo si intende riunire aggressori e vittime in un'unica categoria»….Letteralmente il termine significherebbe "prepotente", "bullo", tuttavia la prepotenza, è solo una componente di questo fenomeno che è da intendersi come multidimensionale. Il bullismo per essere definito tale deve presentare tre caratteristiche precise: intenzionalità, persistenza nel tempo, asimmetria nella relazione. Vale a dire che deve essere un'azione fatta intenzionalmente per provocare un danno alla vittima; ripetuta nei confronti di un particolare compagno; caratterizzata da uno squilibrio di potere tra chi compie l'azione e chi la subisce. Presuppone, quindi, la condivisione del medesimo contesto, in genere la scuola.

Esistono diversi tipi di bullismo.Il bullismo diretto è caratterizzato da una relazione diretta tra vittima e bullo e a sua volta può essere catalogato come:
• bullismo fisico: il bullo colpisce la vittima con colpi, calci o spintoni, o la molesta sessualmente;
• bullismo verbale: il bullo prende in giro la vittima, dicendole frequentemente cose cattive e spiacevoli o chiamandola con nomi offensivi, sgradevoli o minacciandola, dicendo il più delle volte parolacce e scortesie;
• bullismo psicologico: il bullo ignora o esclude la vittima completamente dal suo gruppo o mette in giro false voci sul suo conto;
• cyberbullying o bullismo elettronico: il bullo invia messaggi molesti alla vittima tramite sms o in chat o la fotografa/filma in momenti in cui non desidera essere ripreso e poi invia le sue immagini ad altri per diffamarlo, per minacciarlo o dargli fastidio.

Il bullismo indiretto è meno visibile di quello diretto, ma non meno pericoloso, e tende a danneggiare la vittima nelle sue relazioni con le altre persone, escludendola e isolandola per mezzo soprattutto del bullismo psicologico e quindi con pettegolezzi e calunnie sul suo conto.

I bulli maschi sono maggiormente inclini al bullismo diretto, mentre le femmine a quello indiretto.

Le cause primarie di questo fenomeno sono da ricercarsi non solamente nella personalità del giovane bullo, ma anche nei modelli familiari sottostanti, negli stereotipi imposti dai mass- media, nella società di oggi a volte disattenta alle relazioni sociali. È di fondamentale importanza, che tutti riconoscano la gravità degli atti di bullismo e delle loro conseguenze per la crescita sia delle piccole vittime, che nutrono una profonda sofferenza, sia dei piccoli prevaricatori, che corrono il rischio di intraprendere percorsi caratterizzati da devianza e delinquenza. Da non sottovalutare la causa più importante: una libera scelta incondizionata e consapevole da parte del prevaricatore di danneggiare il compagno.”

2) non sono molto chiare le modalita’ del corso e l’approccio che verra’ utilizzato: saranno lezioni teoriche? O pratica di difesa? Si lavorera’ su autostima e sicurezza interiore, sull’energia e la forza di carattere, sul rispetto per se stessi che sono i requisiti piu’ importanti per mettersi al riparo e affrontare queste problematiche? Si proveranno a decodificare i messaggi provenienti dalla societa’ che bombardano i ragazzi/e convincendoli che la vita e’ solo competizione senza esclusione di colpi?
Quali gli strumenti di difesa che verranno proposti? a mio parere la fascia 11-18 anni e’ molto eterogenea, non e’ facile sviluppare un lavoro che interessi e arrivi a tutti/e.

3) non avendo chiaro il programma che verra’ svolto non e’ possibile darne una valutazione almeno in parte obiettiva

4) non ho trovato alcuna informazione sul maestro responsabile dell’attivita’: bisognerebbe capire quanta esperienza ha nella sua disciplina, quanta di insegnamento, se sia qualificato

Il mio consiglio all’amica e’ informarsi bene su tutti questi aspetti, magari se e’ possibile andando ad osservare l’istruttore al lavoro nella sua palestra. In qualunque attivita’ di insegnamento lo scopo dovrebbe essere la crescita armoniosa dell’intera personalita’ dell’allievo, a maggior ragione quando si svolge un’attivita’ che coinvolge corpo, mente ed emozioni insieme, come in questo caso.

Se il maestro e’ serio il risultato, in termini di sicurezza personale, esperienza ed evoluzione, non manchera’. In caso contrario il rischio e’ fornire una falsa sicurezza che espone al pericolo in misura ancora maggiore, o sviluppare un’aggressivita’ fuori luogo.